Nel competitivo mondo del business, molti brand cercano di distinguersi attraverso strategie innovative Il co-branding emerge come una di queste soluzioni, promuovendo partnership tra aziende per offrire un prodotto o un servizio congiunto, è necessario però analizzare e capire se questa strategia porta sempre benefici o può comportare un rischio per i brand coinvolti.
Secondo il sondaggio condotto da Visual Objects, 71% di consumatori sono attratti dal co-branding e approvano questo tipo di partnership tra aziende, Inoltre, questa strategia può contribuire e aumentare il coinvolgimento del marchio e anche aiutarli a differenziarsi dai concorrenti.
Il co-branding è uno strumento potente, ma va usato con cautela L'idea di unire due brand per aggiungere valore al consumatore può essere vantaggiosa quando c'è sinergia tra partner Partnership come Carmed, marca di idratanti per labbra di Cimed, e Fini è un esempio che può essere citato Questa collaborazione ha comportato un significativo aumento dei ricavi di Carmed Secondo i dati diffusi, nel 2023, Cimed ha registrato un fatturato di R$ 400 milioni con le vendite di prodotti Carmed, rappresentando una crescita di 1,566% rispetto all'anno precedente.24T.
Un altro esempio che può essere citato si riferisce alla partnership tra Burger King e l'influencer Mari Maria, che ha portato al lancio di una linea esclusiva di gloss ispirati ai sapori del menu fast-food L'idea principale alla base di questa partnership è stata quella di offrire un'esperienza unica ai consumatori ed esplorare nuovi modi di connettersi con il pubblico, oltre ad espandere potenzialmente la presenza del marchio Mari Maria Makeup nel mercato internazionale, esplorando la portata globale di Burger King.
Tuttavia, non tutte le collaborazioni si traducono in un successo, ed è qui che compaiono i rischi, Innanzitutto bisogna allineare l'identità dei brand coinvolti, quando ciò non avviene la partnership può sembrare forzata e persino dannosa, un chiaro esempio di co-branding mal pianificato è stata la collaborazione tra Shell e LEGO, che ha dovuto affrontare un forte rifiuto da parte del pubblico a causa di questioni ambientali Questa incompatibilità può generare crisi di immagine e allontanare i consumatori fedeli.
In aggiunta, c'è il rischio che un brand ne tragga più beneficio dell'altro, se una partnership non è ben bilanciata, un'azienda può andarsene rafforzata, mentre l'altra poco sfrutta i benefici della collaborazione, questo può generare conflitti interni e malcontento tra i soggetti coinvolti Un altro punto di attenzione è l'eccessiva dipendenza dalla partnership Alcuni brand possono diventare così associati a un partner che, se la relazione finisce, la percezione dell'azienda da parte del pubblico può essere influenzata negativamente Questo sottolinea l'importanza di mantenere un'identità propria e di non affidarsi esclusivamente al co-branding come strategia di marketing.
Del resto, il co-branding, spesso celebrato come una strategia di successo tra i grandi marchi, può facilmente diventare uno strumento esclusivo nel mercato Le partnership tra giganti consolidano ulteriormente il loro dominio, lasciando le aziende più piccole ai margini di questa pratica Tuttavia, i marchi più piccoli possono aggirare questa barriera cercando alleanze strategiche con imprese complementari all'interno della loro nicchia, esplorando valori autentici e proposte innovative Invece di affidarsi alla convalida di attori più grandi, partnership ben pianificate tra piccole e medie imprese possono generare un impatto reale, a condizione che siano guidate dalla rilevanza per il pubblico e dalla costruzione di una forte identità comune.
Infine, il co-branding dovrebbe essere adottato con una pianificazione strategica e un'attenta analisi dei rischi, quando ben eseguito, può essere un ottimo modo per generare innovazione, espandere i mercati e rafforzare i marchi, tuttavia, senza un corretto allineamento, può diventare uno sparo nel piede Prima di scommettere su questa strategia, è essenziale valutare la compatibilità tra i marchi e garantire che i benefici siano reciproci, dopo tutto, la strategia dipende dalla costruzione di una partnership autentica e rilevante per il consumatore.

