CasaNotizieLegislazioneL'obbligo di rispettare le offerte nel commercio elettronico non è assoluto

L'obbligo di rispettare le offerte nel commercio elettronico non è assoluto

La Corte Superiore di Giustizia (STJ) ha stabilito che l'obbligo di ottemperare alle offerte nel commercio elettronico, previsto dal Codice di Tutela dei Consumatori, non è assoluto La 4a Classe della STJ ha stabilito che i fornitori possono esimersi dall'adempimento di un'offerta se vi è un motivo giustificato, come errori di prezzo lordi o indicazioni di frode, rendendo più flessibile l'applicazione dell'articolo 30 del CDC.

Contesto della decisione

La decisione della STJ è nata da un ricorso di una grande catena di vendita al dettaglio, che era stata condannata dal Pubblico Ministero di San Paolo (MP-SP) per non aver rispettato le offerte annunciate sul suo sito web Le pratiche segnalate dall'MP-SP includevano l'aumento dei prezzi nel carrello virtuale e la cancellazione degli ordini sotto accuse di mancanza di scorte o problemi di registrazione.

Le istanze inferiori avevano stabilito che il negozio avrebbe rispettato tutte le offerte e avrebbe mantenuto le scorte pubblicizzate, con una multa di R$ 100 mila per ogni offerta irregolare La società, nella sua difesa nella STJ, ha sostenuto che l'ordine era generico e non ha tenuto conto delle legittime eccezioni, come errori di prezzo sistemici (prodotti pubblicizzati a valori irrisori) e frodi negli acquisti.

Flessibilizzazione dell'Obbligo

Il Ministro Isabel Gallotti, relatore del ricorso nella STJ, ha accolto con favore le argomentazioni del rivenditore, ha sottolineato che sebbene l'articolo 30 del CDC stabilisca l'obbligo delle offerte, la giurisprudenza della corte ammette flessibilità in situazioni specifiche, Come esempio, ha citato una precedente sentenza in cui l'obbligo di collegare la fornitura è stato rimosso a causa di un errore sistemico grave nell'imputazione dei prezzi.

Il relatore ha stabilito che gli obblighi di ottemperare alle offerte non si applicano ad eventuali violazioni per giustificati motivi, da analizzare caso per caso, in base ad una buona fede oggettiva, inoltre ha ridotto l'importo dell'ammenda a R$ 10 mila per ogni offerta irregolare.

La decisione sottolinea che la società resta obbligata a mantenere il prezzo promozionale e l'inventario fino alla chiusura dell'acquisto elettronico, e non può modificare i prezzi nel carrello o annullare acquisti migliorati senza motivo debitamente giustificato e chiaramente comunicato al consumatore.

Fontane

  • L'obbligo di rispettare l'offerta nell'e-commerce non è assoluto, definisce STJ (Consulente Legale.
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