Fino a quest'anno, l'Intelligenza Artificiale (AI) nel marketing era vista come una tendenza, con i professionisti che esploravano strumenti come generatori di contenuti e chatbot. Per il 2025, gli istituti di ricerca indicano una nuova realtà: l'intelligenza artificiale non è più una promessa futura e sta già modellando il mercato in modo concreto.
Il rapporto appena pubblicato L'anno dell'impatto (l'anno dell'impatto), condotto dalla società di media globale Dentsu, ad esempio, indica che la società sta entrando nel “Algorithmic Media ERA” In quest'epoca, l'IA e gli algoritmi consentiranno interazioni personalizzate e in tempo reale tra i marchi e i loro clienti In pratica, questo significa regolare i messaggi in base al comportamento dei consumatori in ogni micromomento del loro processo di acquisto: “eu voglio sapere”, “eu voglio comprare” e “eu voglio andare”.
Questo prossimo futuro può essere illustrato con Ana, un'ipotetica consumatrice, che sta passeggiando in un centro commerciale, al polso porta con sé un orologio intelligente che, connesso a internet, monitora le sue abitudini e le preferenze di consumo, Negli ultimi giorni Ana ha ricercato online diversi modelli di smartphone Ora, mentre passa davanti a un negozio di elettronica, l'IA del negozio ne rileva la vicinanza e, sulla base di recenti ricerche, suggerisce un'offerta personalizzata per l'esatto modello di smartphone che stava prendendo in considerazione.
“Questo tipo di interazione (agile, personalizzata e accurata) È quella che chiamiamo personalizzazione dinamica dei micro-momenti di acquisto; lì, l'AI agisce in tempo reale per regolare la comunicazione in base alle esigenze immediate del consumatore”, spiega lo specialista di Marketing Leonardo Oda, che è anche CEO di LEODA Marketing Intelligence.
Nel caso illustrativo, l'IA ha analizzato il comportamento di Ana e ha agito di conseguenza al momento giusto, integrando i dati di localizzazione e le preferenze per creare un'esperienza rilevante. Al posto di un messaggio generico, Ana ha ricevuto un'offerta che le sembrava su misura, nel momento esatto in cui era più probabile che prendesse una decisione di acquisto.
Cosa ci aspetta nel marketing dell'IA?
La storia di Ana illustra come l'intelligenza artificiale stia già trasformando il marketing, e al centro di questa rivoluzione c'è la capacità dell'IA di elaborare un'immensa quantità di dati. “ Analizzando la storia delle interazioni, dei dati geografici e del comportamento di acquisto, l'IA può offrire approfondimenti che semplicemente non sarebbero possibili per un team umano”, afferma Leonardo Oda.
E cosa aspettarsi per il futuro? una combinazione ancora più sofisticata di elaborazione di grandi volumi di dati, in tempo reale e connessi con il cosiddetto Internet of Things (IoT), che cattura informazioni da “intelligent”, come orologi, automobili ed elettrodomestici Questo vasto ecosistema di dati amplierà la capacità di catturare e comprendere il comportamento dei consumatori dal vivo. “Con questo, l'IA avrà più accuratezza nell'identificare ciò che ogni potenziale cliente desidera, spesso prima ancora che la persona conosca”, prevede Leonardo Oda.
Ci sarà spazio per il tocco umano nel marketing dell'IA?
Nonostante i punti positivi del progresso della tecnologia nel marketing, l'IA genera l“”bubble” algoritmica, che limita la comunicazione agli interessi e ai comportamenti predittivi, secondo il rapporto Dentsu. E per perforare la bolla, la raccomandazione è di catturare l'attenzione dei consumatori più profondamente ed emotivamente attraverso lo storytelling. Questo perché, secondo il rapporto, raccontando storie rilevanti e risonanti, i marchi possono superare le barriere create dagli algoritmi che filtrano i contenuti in base alle preferenze individuali.
Leonardo Oda ritiene che, in questo scenario, la combinazione di analisi avanzata dei dati e creatività umana sarà il differenziale dei brand, se da un lato l'AI permette ai brand di raggiungere il consumatore al momento giusto, dall'altro è la creatività umana che trasformerà questo contatto in una connessione significativa. “Il tocco umano continuerà ad essere essenziale per creare campagne che si connettono davvero con le persone L'IA ci consegna il momento giusto, ma cosa dire in questo momento? dipende ancora da noi”, conclude Oda.

