L'edizione 2026 della NRF (National Retail Federation), il più grande evento al dettaglio al mondo, è stata teatro di un annuncio che promette di ripristinare l'infrastruttura del commercio digitale globale. Google, in collaborazione con Shopify, ha ufficialmente lanciato il Protocollo di commercio universale (UCP), inaugurando una nuova fase nella battaglia per il controllo del “commercio agente” - un modello in cui gli algoritmi di intelligenza artificiale prendono decisioni di acquisto per conto dei consumatori.
Il movimento è una risposta diretta al Protocollo di commercio agenti, presentato mesi prima da un consorzio formato da OpenAI, Stripe e Shopify. Lo scenario attira una feroce controversia tra i giganti della tecnologia per dominare non solo la ricerca, ma l'intero flusso transazionale, dalla scoperta al pagamento.
La battaglia per la cassa
Secondo un'analisi di Gilsinei Hansen, vicepresidente del business a Zenvia, e Leticia D'Angelo, direttore dei clienti aziendali di Zenvia, l'obiettivo di Google con l'UCP è estendere il suo attuale dominio. con l'attuazione di Modalità OH Nelle ricerche, l'azienda è già alla guida della fase di scoperta. Il nuovo protocollo mira a standardizzare l'integrazione tra ricerche, assistenti virtuali e pagamenti, creando un fluido “chat commerce” dove la transazione avviene all'interno dell'interazione con l'IA.
D'altra parte, la strategia di OpenAI si concentra sull'integrazione diretta con i mercati e i sistemi di checkout. La grande incognita del mercato rimane su come reagiranno giocatori come Amazon, Mercado Livre, Meta e Tiktok: se adotteranno protocolli di terze parti o frameranno il mercato con standard proprietari.
Impatto al dettaglio e frammentazione inevitabile
Gli esperti sottolineano che la promessa di un “modello aperto” raramente garantisce la neutralità. Lo scenario probabile per sviluppatori e aziende di software è pragmatico e oneroso: l'obbligo di integrarsi con più protocolli per garantire la pertinenza.
Per la vendita al dettaglio, il cambiamento è strutturale. I dirigenti delle grandi aziende brasiliane presenti alla NRF, come Magalu e ifood, hanno rafforzato che la tecnologia dovrebbe servire all'esperienza del cliente, ma avvertire di una nuova realtà di visibilità.
“Non si tratta più solo di posizionamento in Windows o SEO tradizionale, ma sulla presenza nei database che alimentano le decisioni automatizzate. Se l'algoritmo non ‘legge’ il segno, scompare”.” Avvisa i dirigenti di Zenvia.
Questo cambia la logica della fedeltà. I marchi più piccoli con dati ben strutturati possono ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai giganti che non si adattano ai nuovi protocolli di lettura algoritmica.
il fattore umano
Nonostante il progresso dell'automazione, l'evento ha evidenziato l'importanza della connessione umana. Ryan Reynolds, fondatore della Maximus Agency, ha sottolineato nella sua conferenza che “la connessione supera il budget”. L'opinione predominante è che l'IA dovrebbe migliorare l'ascolto e la personalizzazione attivi, evitando l'automazione generica che allontani il consumatore.
il futuro del settore
La disputa tra Google e OpenAI darà forma al prossimo decennio di e-commerce. Per il mercato brasiliano, riconosciuta per la sua agilità nell'adottare le tendenze, la sfida sarà tripla: padroneggiare le implicazioni tecniche dei nuovi protocolli, strutturare i dati che devono essere letti dagli agenti di intelligenza artificiale e, soprattutto, mantenere l'attenzione sulla creazione di fiducia e scopo del marchio.

