recente indagine rilasciata da Forbes Brasil Ha mostrato che 82% di consumatori brasiliani sono già stati l'obiettivo di un qualche tipo di frode digitale, la maggior parte delle quali si verifica sui social network. I formati più comuni sono annunci falsi (45%), profili falsi (28%), siti Web falsi (13%) e account clonati (6.3%).
Per l'avvocato Débora Farias, specialista in diritto commerciale e dei consumatori, i numeri rivelano un fenomeno che va oltre la sfera della protezione individuale: rappresentano una sfida istituzionale per aziende, marchi e persino regolatori.
“Non stiamo parlando solo di consumatori disattenti. Siamo di fronte a una crisi di fiducia digitale che influisce direttamente sulla reputazione delle aziende e delle istituzioni. Quando un marchio viene utilizzato in una pubblicità falsa o associata a un colpo di stato, anche se senza sensi di colpa, c'è un impatto reale sulla percezione dell'affidabilità, e anche un rischio legale per l'azienda coinvolta”, afferma Débora.
Secondo l'esperto, la logica dei truffatori non è casuale: sfruttano precisamente la credibilità dei marchi riconosciuti, simulando promozioni irresistibili o canali di servizio ufficiali. Questo genera perdite sia per i consumatori che per le aziende stesse.
“Le aziende devono capire che questo tipo di frode non è solo un problema esterno, ma un rischio aziendale che deve essere monitorato, prevenuto e trattato con la stessa gravità di qualsiasi altra minaccia alla reputazione e alla conformità legale”, sottolinea.
Sebbene esistano quadri normativi in Brasile, come il Marco Civil DA Internet e l'LGPD, Débora ricorda che l'applicazione pratica deve ancora affrontare ostacoli. L'ispezione è lenta, la responsabilità delle piattaforme è limitata e la reazione di solito avviene dopo che il danno è già stato fatto.
“Nei diritti dei consumatori, la fiducia è una risorsa legale protetta. Pertanto, anche quando la frode è commessa da terzi, l'azienda deve essere preparata a dimostrare diligenza e proteggere i propri clienti, pena l'affrontare azioni legali, valutazioni da parte di organismi come Procon e Senacon e perdita di competitività”, rafforza Débora Farias.
Come le aziende possono prepararsi
Secondo l'esperto, i marchi che desiderano proteggere la propria reputazione dovrebbero investire nella governance del rischio digitale, che coinvolge:
• Monitoraggio continuo di menzioni e annunci che abusano dell'identità dell'azienda.
• Partnership con piattaforme digitali per semplificare i reclami e rimuovere i contenuti falsi.
• Protocolli di risposta rapida interni: che coinvolgono legale, conformità e comunicazione.
• Campagne educative trasparenti con il pubblico, avvertendo le forme ufficiali di contatto e acquisto.
“Oggi non è sufficiente avere un buon prodotto o servizio. È essenziale proteggere la fiducia che il consumatore ripone sul marchio. E questo significa investire non solo nella sicurezza tecnica, ma in strategie istituzionali, legali e comunicative per affrontare le frodi digitali”, afferma.
Il futuro della fiducia digitale
Con il progresso di tecnologie come l'intelligenza artificiale e i deepfake, l'esperto ritiene che i colpi tendano a diventare ancora più sofisticati e quindi la preparazione deve essere raddoppiata.
“ Digital Trust sarà la più grande risorsa delle aziende nei prossimi anni. Coloro che non sono disposti a proteggere la propria reputazione dalle frodi saranno automaticamente in svantaggio competitivo”, conclude Débora Farias.


