La Generazione Z, nata tra il 1997 e il 2012, è la prima generazione veramente digitale, con esperienze plasmate da videogiochi e piattaforme interattive PGB202473,9% della popolazione nazionale ha dichiarato di praticare qualche gioco digitale, indipendentemente dalla frequenza o dalla piattaforma utilizzata E, secondo un sondaggio esclusivo del Ng.Cash, conto digitale focalizzato sui giovani, l'industria del gioco ha guidato nelle transazioni finanziarie della Gen Z, aggiungendo un totale di 48.15% di spesa Questi dati rivelano come il mondo dei giochi non solo influenza l'intrattenimento, ma definisce anche le aspettative di questa generazione in relazione a vari aspetti della vita, compreso il mercato del lavoro.
Uno studio di Deloitte sottolinea che 80% dei professionisti della Generazione Z preferisce processi di reclutamento che offrano una qualche forma di interattività digitale, Tenendo presente questo, molte aziende hanno investito in processi di selezione gamificata, che utilizzano elementi di gioco per creare un'esperienza di reclutamento che vada oltre il tradizionale Questo cambio di paradigma non è solo una tendenza passeggera, ma una risposta alla necessità di rendere il reclutamento più allineato alle abitudini e alle aspettative di una generazione che valorizza l'innovazione, l'immediatezza e la pertinenza.
I processi di selezione gamificati incorporano sfide interattive, sistemi di punteggio e premi, che simulano situazioni di lavoro reali Questi metodi non solo coinvolgono i candidati, ma forniscono anche alle aziende uno strumento più accurato per valutare le competenze critiche Secondo un rapporto PwC, le aziende che hanno implementato la gamification nel reclutamento hanno segnalato una riduzione 30% del tempo di assunzione e un aumento 25% della fidelizzazione dei candidati assunti.
Osanna Azevedo, Responsabile Risorse Umane di Infojobs e portavoce di Pandape, il software Infojobs HR del brand, spiega: “A Generation Z è abituata a interfacce digitali intuitive e cerca un feedback immediato. La gamification nel recruitment si allinea a queste aspettative e può rendere più dinamico e rilevante il processo di selezione L'utilizzo di questo nuovo formato è quello di sfruttare questa familiarità e creare un'esperienza di recruitment più coinvolgente.”
Questo metodo consente di valutare le competenze in modo pratico e contestualizzato, a differenza dei metodi tradizionali di intervista Giochi e sfide progettati per simulare le attività professionali quotidiane aiutano a identificare competenze come la risoluzione dei problemi, il processo decisionale e la collaborazione. “Con simulazioni realistiche, possiamo osservare le prestazioni dei candidati in situazioni che riflettono l'ambiente di lavoro Questo offre una visione più concreta di come possono adattarsi e contribuire all'azienda”, osserva Hosana Inoltre, queste piattaforme consentono alle aziende di identificare competenze emergenti come la capacità di adattarsi rapidamente e la capacità di affrontare tecnologie digitali avanzate, caratteristiche spesso presenti nei candidati della generazione Z.
Inoltre, la gamification può ridurre lo stress e l'ansia associati ai processi di selezione convenzionali. “L'esperienza interattiva tende a creare un ambiente più rilassato, consentendo ai candidati di presentarsi in modo più autentico. Ridurre l'ansia può portare a prestazioni migliori, fornendo una valutazione più accurata delle loro capacità e compatibilità culturale, aggiunge” Hosana.
In un mercato in cui il talento giusto può fare la differenza, la gamification è più di una moda & l'IT è un'evoluzione naturale Le aziende che comprendono e adottano questo approccio non solo stanno attirando i migliori candidati della Generazione Z, ma stanno anche costruendo una cultura dell'innovazione che risuona con il futuro del lavoro La questione non è se la gamification avrà un impatto sul reclutamento, ma chi sarà in vantaggio quando questo cambiamento si consoliderà.

